In un "niente" ci si può barricare dentro come in un fortino e quel "niente" nasconde dietro un infinità di cose, una mole tale di emozioni che scoppiano e non riesci a tirare fuori forse perchè pensi che è inutile....
I miei pensieri,le mie emozioni, tutto ciò che sento e che voglio esprimere,insomma..IO
lunedì 9 maggio 2011
venerdì 6 maggio 2011
Il Beato Karol e la mia emozione
Sono stata alla beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, è stata una giornata intensa, piena di emozioni contrastanti, la fatica, la rabbia per essere arrivati tardi e non riuscire ad entrare in Piazza San Pietro, il fastidio per essere appiccicati gli uni agli altri come delle sardine, senza respirare, la consapevolezza che l'evento, questa volta, fosse stato organizzato più che male dal Sindaco, tutte emozioni che per un attimo, un solo attimo, mi hanno fatto pentire di essermi alzata presto nell'unico giorno della settimana in cui dormo un pò di più, poi...poi è cominciata la funzione ed io non riuscivo a vedere nemmeno i grandi schermi perchè erano stati messi ad altezza d'uomo e davanti a me c'erano centinaia di persone più alte, chiedo a Doc di farmi la cronaca di quello che lui a fatica riesce a vedere, in via della Concilazione cala il silenzio, siamo tutti lì, con il fiato sospeso ad ascoltare, emozionati. Mi guardo intorno e per un attimo mi rendo conto che intorno a me ci sono Romani, Piemontesi, Arabi, Francesi, Messicani, Polacchi...tutti lì per lo stesso motivo, tutti in rigoroso silenzio ad ascoltare l'oratore che sta brevemente illustrando la vita di Karol. Per una volta provo la sensazione di essere un tutt'uno con tutte le persone che mi stanno intorno e ne ho la conferma non appena Papa Benedetto XVI fa la proclamazione, scoppia un applauso lungo e liberatorio e le mie lacrime iniziano a scendere sul mio viso senza un apparente motivo, piango di emozione, di commozione, sento che lui è lì con noi, non smetto di guardare il gabbiano che da quando abbiamo iniziato è su uno dei grandi palazzi all'inzio di Via della Conciliazione e ci guarda, muovendo solo la testa, il resto del corpo è immobile ed io, forse sono pazza, sono sempre più convinta che quello sia Lui...Karol, piango e piago e accanto a me c'è una ragazza che fa lo stesso, ci guardiamo e sorridiamo poi le porgo uno dei miei fazzoletti di carta, siamo tutti uguali in quel momento, non ci sono razze, patrie, culture che tengano, siamo tutti lì ad emozionarci per qualcuno che ci ha dato tanto, che è dentro i nostri cuori. Stringo la mano di Doc e ci emozioniamo insieme poi lu fa qualche ripresa e gli chiedo di filmare il gabbiano, lui mi gurda e capisco che ha capito perchè gli ho fatto questa richiesta e capisco che allora i pazzi siamo due....!!
E' stata na giornata stancante, non ho visto nulla, ma ho sentito tanto, il mio cuore era colmo di emozione, valeva assolutamente la pena di esserci, valeva la pena di sentire tutta questa emozione perchè Lui, Karol, mi ha dato tanto e resterà per sempre nel mio cuore.
mercoledì 27 aprile 2011
Il richiamo dei Libri e dell'Arte
Non ricordo più chi ha scritto che, entrando in un museo o in una galleria d’arte, ci sono dei quadri che ci chiamano.Vogliono farsi vedere da noi immediatamente e riescono in qualche modo ad attirare la nostra attenzione anche se si trovano due o tre stanze più in là.
I libri, secondo me, hanno la stessa capacità. Appena m’accostavo alla libreria , il libro di Di Natali, di appena 120 pagine e di formato non certo grande, faceva di tutto per farsi notare. Se prendevo un libro, quello di Di Natali, che si trovava nel ripiano sottostante, cadeva a terra senza che ci fosse stata la possibilità di sfiorarlo. Una volta riuscì a entrare perfino dentro a un altro libro più grosso che dovevo consultare. Allora decisi di rileggermelo, se era questo che voleva.
“Le Pecore e il Pastore” (A. Camilleri)
venerdì 8 aprile 2011
Volersi Bene
Rimango sempre molto colpita dalle dimostrazioni d'affetto, forse perchè sono una persona estremamente sensibile, forse perchè ho sempre vissuto le emozioni in modo totale, non so quale sia il motivo, so solo che le dimostrazioni di affetto nei miei confronti mi rimangono dentro per giorni, mi chiedo se lo merito e soprattutto mi commuovono moltissimo. Sono consapevole del fatto che vi siano, per mia fortuna, molte persone che mi vogliono bene ed il loro affetto io lo sento sempre in modo molto intenso e vero, ma ci sono dei momenti, quando tu non te lo aspetti, che questo affetto ti travolge, lo senti così palpabile, così vero che non puoi fare a meno di emozionarti. Mi chiedo se lo merito, se quello che mi dicono sia vero.
Ho recentemente ricevuto la conferma dell'amore immenso che mi lega alle mie adorate sorelle, che cosa meravigliosa sapere che esistono, che cosa straordinaria sentire tutto il loro amore anche a distanza. Sono le mie sorelle, dovrei sapere che ci vogliamo bene, eppure mi commuovo sentendoglielo dire, leggendolo, mi commuovo come una bimba e percepisco che non è solo perchè siamo sorelle che ci amiamo, ma soprattutto perchè grazie ai nostri genitori, siamo riuscite ad essere Amiche, siamo riuscite a coniugare bene l'affetto tra sorelle con quello di amiche e questo ci ha reso forti e soprattutto inseparabili. Forse pensavamo che la distanza fisica e oggettiva ci avrebbe allontanate e invece no, se mai fosse possibile, ci ha rese ancora più unite.
Ringrazio Dio per avermele Donate, sono un bene immenso e io le amo entrambe profondamente, mi piacerebbe dare a loro quello che loro, ogni giorno, riescono a dare a me con il loro immenso affetto.
"Sorelline per sempre", oggi più che mai.
giovedì 31 marzo 2011
L'Amicizia secondo Montalbano
"Montalbano si commosse. Quella era l'amicizia siciliana, la vera, che si basa sul non detto, sull'intuito: uno a un amico non ha bisogno di domadare, è l'altro che autonomamente capisce e agisce di consequenzia". Il ladro di merendine (A. Camilleri)
Per fortuna non solo Siciliana.........
Sensazione
Succede che nella vita ti capita che il tuo cuore versi delle lacrime amare, quelle che non ti saresti aspettata di versare, quelle che non erano messe in conto, avresti, invece, dovuto versare lacrime di gioia per una delle cose più belle che la vita ti concede e invece ti ritrovi a pensare e cercare di trovare il modo per tenere testa alla sofferenza di persone che ami con tutto il cuore e non trovi il modo, non trovi le parole, vorresti solo poterle abbracciare e forse anche piangere con loro e poi stringersi in un unico sguardo, di quelli che non hanno bisogno di parole, di quelli con i quali ti guardi dritto al cuore e allora si che ti sentiresti meno impotente, meno....lontana.
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